Sportello informativoper l'implementazione di sistemi di gestione ambientale (EMAS e ISO 14001) nelle piccole e medie imprese del settore agroalimentareProgetto GESAMB
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Tra le Regioni Obiettivo 1, la Puglia al terzo posto a livello nazionale per quello che riguarda l’entità della produzione, presenta il maggior numero di impianti di allevamento e di stabilimenti autorizzati alla depurazione (CDM) e/o spedizione dei molluschi (CSM). Attualmente nella molluschicoltura italiana non vi sono aziende che abbiano siti certificati UNI EN ISO 14001 o registrati EMAS. D’altronde anche più in generale nel settore dell’acquacoltura sono solo 9 le aziende certificate ISO 9001, mancando del tutto certificazioni ambientali (dati SINCERT, novembre 2004). Nella figura successiva è riportato un diagramma INPUT/OUTPUT in cui sono identificate le macrofasi del processo primario di un impianto di allevamento di mitili (captazione novellame, ingrasso, raccolta), di un centro di depurazione (approvvigionamento molluschi, depurazione, recupero) e di un centro di spedizione di molluschi bivalvi vivi (selezione e sgranatura, confezionamento) e gli aspetti ambientali connessi.
per il riscaldamento degli ambienti e per la produzione di acqua calda e da gruppi elettrogeni per la produzione di energia elettrica di soccorso; diffuse, derivanti dai motori di automezzi e muletti. Nel complesso quindi è un'attività da considerarsi ad inquinamento atmosferico poco significativo.
Risorse idriche - In un impianto di mitilicoltura il consumo di risorse idriche si riconduce generalmente all’acqua utilizzata per la pulizia delle imbarcazioni: marina per la pulizia quotidiana e potabile per quella periodica. Negli impianti di depurazione le risorse idriche si distinguono in: • acqua potabile, destinata alla pulizia di ambienti e automezzi, ai servizi igienici, al laboratorio, ecc.; • acqua marina per il lavaggio e la depurazione dei molluschi e la pulizia di vasche; essa può essere captata tramite presa a mare o emunta da pozzi. L’acqua di mare usata per la depurazione dei mitili, subisce un trattamento preliminare di sanificazione (ad esempio irraggiamento UV, clorazione e ozonizzazione). Ai sensi del Dlgs. 530/92 un centro di depurazione deve essere autorizzato alla captazione delle acque marine. I controlli periodici sulle stesse sono disciplinati dal Dlgs. 152/99.
Scarichi idrici - Nell’impianto di mitilicoltura gli scarichi idrici prodotti derivano dalle operazioni di pulizia quotidiana delle imbarcazioni, periodicamente effettuata anche con detergenti e disinfettanti. Gli scarichi idrici si distinguono in: • provenienti dalle vasche di depurazione, dai lavaggi dei molluschi e dalle operazioni di pulizia di ambienti, macchinari e vasche, che, dopo clorazione (con dicloroisocianurato, clorito ed acido cloridrico, ecc.) e decantazione in apposito bacino, sono scaricati in mare tramite condotta; • prodotti nelle operazioni di pulizia di automezzi che, dopo disoleazione, vengono scaricati in mare tramite condotta; • derivanti dai servizi igienici, dai lavabi del laboratorio, ecc., che possono essere convogliati nella rete fognaria, in fosse Imhoff o in pozzi neri. Lo scarico in mare dei reflui provenienti dalle vasche di depurazione è regolamentato dal Dlgs 152/99.
Rifiuti - I rifiuti di un impianto di mitilicoltura sono per la maggior parte non pericolosi, assimilabili ai rifiuti urbani se previsto dai regolamenti comunali, e generalmente costituiti da cordame, pali e galleggianti fuori uso, reti tubolari dismesse, imballaggi. I rifiuti speciali pericolosi, la cui produzione è legata alle eventuali operazioni di manutenzione interna delle imbarcazioni e dei macchinari, comprendono oli esausti, filtri imbevuti di olio, pezzi sostituiti ormai inutilizzabili, residui e contenitori vuoti di vernici, diluenti, prodotti antivegetativi, etc. I rifiuti prodotti in un CDM/CSM sono in genere costituiti da: • contenitori vuoti contaminati da disinfettanti, detergenti, derattizzanti, disinfestanti, reattivi, chimici, oli, vernici, diluenti, prodotti antivegetativi, ecc.; • materiale derivante dalle eventuali attività di laboratorio; • materiale derivante dalle operazioni di manutenzione: residui di vernici, di diluenti e di prodotti antivegetativi, oli esausti e filtri imbevuti di olio, pezzi di ricambio inutilizzabili, tubi al neon e lampade UV esaurite, ecc, imballaggi, cassette o bins fuori uso; • residui in materiale plastico derivanti dalle operazioni di sgranatura delle reste dei mitili; • fanghi e/o liquami del bacino di decantazione dei reflui e da eventuali fosse Imhoff e pozzi neri; • materiale derivante da attività di ufficio, oli esausti e batterie. Tali rifiuti sono per la maggior parte rifiuti speciali pericolosi ad eccezione di alcuni quali imballaggi, cassette o bins fuori uso, residui derivanti dalle operazioni di sgranatura, fanghi,carta, ecc. La gestione dei molluschi morti o dal guscio danneggiato rappresenta una delle più importanti non conformità rilevabili in un impianto di mitilicoltura ed in un CDM/CSM. I molluschi di scarto, vengono spesso erroneamente abbandonati in mare oppure conferiti al servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani oppure smaltiti mediante ditte terzi come scarti animali (cod. CER 020102) mentre per la loro corretta gestione devono essere considerati sottoprodotti di origine animale di categoria III, da sottoporre a stoccaggio refrigerato, nonché a trasporto e a conferimento controllati, ai sensi del Regolamento CE 1774/2002. Sulla base della conoscenza acquisita, in un CDM/CSM l’aspetto ambientale rifiuti/sottoprodotti di origine animale può risultare significativo; pertanto la sua gestione richiede la presenza documentata di un’appropriata istruzione di controllo operativo.
Sostanze chimiche pericolose - In un impianto di mitilicoltura le sostanze chimiche pericolose sono costituite generalmente da quantità non elevate di: • detergenti e disinfettanti per la pulizia delle imbarcazioni; • carburante per le imbarcazioni, i muletti e gli automezzi e prodotti per la loro manutenzione; • fluidi refrigeranti; Le stesse sostanze sono presenti in un CDM/CSM oltre a: • prodotti chimici per la clorazione (dicloroisocianurato di sodio, clorito di sodio ed acido cloridrico, ecc.); • reattivi chimici per il laboratorio; • prodotti per la manutenzione di vasche, macchinari ed automezzi (olio idraulico, olio motore, vernici, solventi per vernici, prodotti antivegetativi, ecc.); • carburante per l’alimentazione di caldaie, gruppi elettrogeni, muletti ed automezzi; • fluidi refrigeranti ; Per una corretta gestione, il loro stoccaggio deve avvenire in magazzino, oppure in zone ben delimitate ed etichettate, predisposte in base alle classi di pericolosità e di rischio riportate sulle schede di sicurezza, dotate di dispositivi di protezione dagli eventi atmosferici e di prevenzione degli incendi e degli sversamenti accidentali, in modo da scongiurare ogni rischio di danno alle persone e all’ambiente. Le schede di sicurezza devono sempre essere aggiornate e disponibili in prossimità del luogo di utilizzo. Gli eventuali serbatoi di carburante devono essere regolarmente omologati e dotati di vasca di contenimento opportunamente dimensionata, nonché allocati in zone ben delimitate e corredate della cartellonistica di sicurezza. La normativa che disciplina l'uso e la gestione delle sostanze chimiche è data dal D.Lgs. 25 del 2 febbraio 2002 - Attuazione della direttiva 98/24/CE sulla protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori contro i rischi derivanti da agenti chimici durante il lavoro.
Risorse energetiche - Le risorse energetiche impiegate in un impianto di mitilicoltura si limitano al carburante per le imbarcazioni, i muletti e gli eventuali automezzi, ed all’energia elettrica per le celle frigo di stoccaggio dei mitili di scarto. In un CDM/CSM le risorse energetiche impiegate possono essere costituite da: • energia elettrica destinata a sistemi pompanti, sistemi di purificazione dell’acqua marina, trattamento delle acque di scarico (pompe dosatrici per la clorazione, lampade UV o ozonizzatore), impianto di illuminazione, strumentazione da laboratorio, carroponte, nastro trasportatore, sgranatrice, clipsatrice, etichettatrice, celle frigo, scaldabagni, fan-coil, PC, stampanti, etc.; • carburante per gli automezzi aziendali, i muletti, i gruppi elettrogeni e le caldaie. La norme di riferimento principale per le risorse energetiche sono la legge 10/91 "Norme per l'attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell'energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia", ed il relativo decreto di attuazione, DPR 412/93.
Rumore - In un impianto di mitilicoltura, i motori delle imbarcazioni, i macchinari (muletti, sgranatrice, salpareste, nastro trasportatore, etc.) e gli eventuali automezzi rappresentano le possibili fonti di rumore. In un CDM/CSM risultano rumorosi la sgranatura delle reste dei mitili e l’insacchettamento delle varie specie di molluschi bivalvi, nonché i motori di automezzi e macchinari (muletti, nastro trasportatore, carroponte, clipsatrice, etc.). Per quello che riguarda il rumore esterno, le normative di riferimento sono i DPCM 01/03/1991 e 14/11/1997 e la Legge quadro n. 447/95 che definiscono i limiti di rumorosità massima di esposizione e le modalità di determinazione di tali valori. Per il rumore interno invece, la legge di riferimento è il DLgs 277/91 che disciplina l'esposizione dei lavoratori.
Tecnologie pulite nella molluschicoltura In un impianto di allevamento come in un centro di depurazione e spedizione molluschi la corretta ed efficace gestione degli aspetti ambientali può limitare gli impatti e quindi migliorare le proprie prestazioni ambientali (per maggiori informazioni è possibile visitare il sito sulla Direttiva IPPC). In particolare per i rifiuti e per i sottoprodotti di origine animale l’attenzione deve essere posta: · nella gestione dei rifiuti puntando sulla raccolta differenziata e sul riciclo; · nella scelta di imballaggi biodegradabili ove possibile (es. calze di cotone biodegradabile); · nell’utilizzo, ove possibile, dei molluschi di scarto come sottoprodotti di origine animale usati in mangimistica. L'acqua che è utilizzata principalmente per la depurazione dei molluschi, è anch’essa un aspetto ambientale importante che richiede una corretta gestione. Il risparmio della risorsa idrica può essere ottenuto principalmente mediante: · l’uso di un sistema di depurazione a circuito chiuso che consente una riduzione drastica della quantità di acqua marina prelevata, nonché la certezza di continuità nella fonte di approvvigionamento in situazioni di difficoltà di prelievo; · l’uso di un sistema di depurazione a flusso verticale che porta ad una riduzione (di circa 1/3) del rapporto volume di acqua marina/prodotto da depurare.; · trattamenti efficienti dell’acqua di depurazione (UV con agente perossidico, filtro biologico, ozonizzazione, ecc) che migliorando le caratteristiche dell’acqua come la qualità, il contenuto di ossigeno, la temperatura, ecc., permettono anch’essi una riduzione del rapporto volume di acqua/prodotto da depurare.
Alcuni utili link di settore:
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